Per Mediobanca sono in crescita tutti i comparti, con living & sleeping a +12,6%. «In ascesa infrastrutture pubbliche e nautica», ha detto Erika Andreetta di PwC Italia. Ancora incertezza per turismo e hospitality

L’arredo luxury vede la luce in fondo al tunnel. È decisamente confortante la situazione del settore dell’arredamento e del design di alta gamma nel 2021 che, stando ai dati più aggiornati, si avvia a recuperare quasi un 10% rispetto al 2020, chiuso in flessione di circa l’11%, con un trend di accelerazione che lascia ben sperare per gli ultimi mesi dell’anno. Secondo le analisi di Mediobanca, tutti i comparti sono attualmente in crescita e in particolare spicca il living & sleeping, in aumento del 12,6%.

«Le prospettive dei mercati sono generalmente buone per quanto riguarda l’edilizia residenziale di lusso e per il contract in generale, anche aiutato da piani di spesa pubblica analoghi al Pnrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza, con alcune nubi da diradare per quanto riguarda l’hospitality alto di gamma che dipende ancora molto da flussi turistici che sono incerti», ha illustrato a MFF Erika Andreetta, partner e consumer market consulting leader di PwC Italia. «Le infrastrutture pubbliche e la nautica di lusso sono inoltre due ambiti che possono dare, per ragioni diverse, ulteriore impulso al business sia domestico che estero».

Su un piano diverso, spiega l’esperta, ci sono dei rischi legati non tanto alla domanda quanto alla disponibilità di materie prime, in particolare legno e metalli, che potrebbero altresì spingere in alto i prezzi al pubblico. «Sarà importante per le aziende italiane che hanno sfruttato la filiera corta per cavalcare la ripresa gestire bene l’approvvigionamento di materie prime che scarseggiano e presidiare meglio gli ambiti relativi a digitalizzazione e sostenibilità, su cui le grosse aziende tedesche e americane stanno investendo molto per colmare le lacune di design verso i prodotti e i marchi tricolore», ha proseguito Andreetta.

Per quanto riguarda l’export, tuttavia, l’Italia si mantiene saldamente nella top three dei Paesi esportatori. Regno Unito, Francia, Germania e Stati Uniti sono le nazioni che importano mobili made in Italy in volumi maggiori, ma la Cina rappresenta ormai la fonte di uscita principale per l’arredamento di lusso seguita, in alcuni ambiti, da Russia e Corea. Rimangono invece deboli, ormai da alcuni anni, gli Emirati Arabi e la Turchia. «Questi mercati non sono destinati a cambiare, anche se l’incertezza creata dalle tensioni commerciali tra Paesi può rappresentare un’incognita per l’export extra Ue, per cui sarà importante presidiare molto bene il mercato europeo che rappresenta una fetta importante del fatturato», ha specificato l’analista di PwC. (riproduzione riservata)

Un altro aspetto rilevante per il futuro dell’industria è legato all’emergenza sanitaria e riguarda l’influenza dei lockdown, che hanno impattato e cambiato le abitudini dei consumatori e i loro comportamenti. In molte abitazioni private, gli spazi sono stati ripensati privilegiando gli acquisti discrezionali per la casa rispetto ad altre spese, come quelle legate a moda e ristorazione, che sono calate anche del 30%-40% nel 2020. (fonte MF FASCHION)